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	<title>Ambiente Ingegnere &#187; Articoli Rilevanti</title>
	<link>http://www.ambienteingegnere.it</link>
	<description>News e aggiornamenti per l'ambiente e l'ingegneria</description>
	<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 17:07:37 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>&#8220;Rifiutiamo&#8221; le discariche.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 19:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ing Palmiero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli Rilevanti]]></category>

		<category><![CDATA[Emergenza rifiuti Campania]]></category>

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		<description><![CDATA[Ripropongo un mio post scritto nel lontano aprile 2008, nel quale criticai il famoso decreto berlusconi eleborato dal governo al fine di fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania. Ricordo che amici e a volte anche colleghi ritennero le mie critiche ingiustificate, perche secondo loro il "Cavalleresco" decreto avrebbe risolto l'emergenza. Ho ritrovato l'articolo, oggi, più attuale di allora. Ve lo ripropongo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ambienteingegnere.it/wp-content/uploads/2008/06/post_discarica-chiaiano.jpg" alt="“Rifiutiamo” le discariche" />I media di tutto il mondo stanno parlando della situazione <strong>rifiuti in Campania</strong> ormai da mesi (anni?), sottraendo spazio nei propri notiziari, anche alla situazione mediorientale (aspettiamoci ritorsioni).Non è una provocazione, non parlo solo della BBC o della CNN,  avete mai provato a vedere alcune televisioni locali dell&#8217;area nordafricana? vi garantisco che siamo riusciti a globalizzare il &#8220;munnezza gate&#8221;, record tutto Italiano. Sottolineo italiano e non solo campano come il governo &#8220;centrale&#8221; ritiene.<br />
Ed è proprio questo il punto, l&#8217;attuale politica di risoluzione dell&#8217;emergenza adottata dal governo; essa invece di essere volta a risolvere una emergenza &#8220;regionale&#8221; con strumenti &#8220;speciali&#8221; messi a disposizione dallo stato, persiste nell&#8217; individuare <strong>nuovi siti per lo stoccaggio dei rifiuti</strong>, ossia aprire nuove <strong>discariche</strong> su un territorio già devastato dal punto di vista ambientale.<br />
Così i campani si trovano a subire nel proprio territorio oltre agli effetti di anni di gestione sciagurata del <strong>problema rifiuti</strong>, un ulteriore onere ambientale necessario a risolvere l&#8217;emergenza.<br />
Questo è ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti. Ma i media italiani sono troppo impegnati a parlare dell&#8217;emergenza rom o delle rapine in villa, che dall&#8217;elezione di questo governo sembra essere il vero pericolo del nostro paese.<br />
Anche l&#8217;informazione relativa alle <strong>considerazioni espresse dalla UE in merito al decreto per risolvere l&#8217;emergenza</strong>, sta passando in sordina, quasi come se si volesse far credere che questa soluzione non violi alcuna norma dell&#8217;unione.<br />
FALSO, non solo viola in modo palese più di una norma dell&#8217;unione, ma viola anche diversi articoli del D.Lgs 152/2006 <a href="http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/06152dl3.htm#177" title="testo unico ambientale">testo unico ambientale.</a></p>
<p>Provate a leggere la <a href="http://www.apat.gov.it/site/_files/Direttiva_99_31_CE.pdf" title="Rifiutiamo le discariche">direttiva europea 31 del 1999</a><br />
Ad esempio all&#8217;articolo 5 si legge (in sintesi):<br />
<em><font size="2" face="Adve06613w"><font size="3">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..i rifiuti <strong>urbani biodegradabili</strong> da conferire a discarica devono (nel corso degli anni) essere ridotti di una percentuale in peso rispetto ai  rifiuti urbani biodegradabili  prodotti nel  1995 o nell&#8217;ultimo anno prima del 1995 del quale siano disponibili dati eurostat normalizzati&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</font></font></em><br />
<font size="2">Si legge ancora (in sintesi) che è <em>&#8230;vietato depositare in discarica alcune tipologie di rifiuto&#8230;</em> senz&#8217;altro presenti nei <strong>rifiuti solidi urbani indifferenziati</strong>.</font><br />
<font size="2">Provate a leggere il <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&amp;datagu=2008-05-23&amp;task=dettaglio&amp;numgu=120&amp;redaz=008G0114&amp;tmstp=1211615513655" title="Decreto legge emergenza rifiuti in campania"><strong><font size="3">DECRETO-LEGGE 23 maggio 2008, n. 90</font></strong> </a>(<font size="4">Misure straordinarie per fronteggiare l&#8217;emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile)</font>, leggerete quanti articoli vanno in <strong>deroga</strong> ad numero enorme di leggi.</font></p>
<p>Ricapitoliamo: un decreto che per risolvere un emergenza viola leggi italiane, direttive europee, va contro la salute dei cittadini (che per essere tutelata non avrebbe bisogno di nessuna norma ma solo di buonsenso a maggior ragione da parte di chi rappresenta il popolo), ma non finisce quì perchè per violare tante norme si è pensato di <strong>inasprire le sanzioni contro chi protesta</strong>; arriva anche il reato penale che punirà con la detenzione coloro che manifesteranno contro l&#8217;installazione di discariche. Equivale a dire <em>non permettetevi di manifestare contro una azione in violazione delle leggi, perchè c&#8217;è una legge che ve lo vieta</em>.<br />
Intendiamo informare costantemente coloro che manifesteranno contro le discariche, aggiornandoli dal punto di vista tecnico  relativamente alle norme che il decreto proposto dal governo viola.<br />
Inoltre vogliamo far osservare a tutti, che smaltire in discarica un rifiuto solido urbano <strong>indifferenziato</strong> (sperando che si tratti solo di RSU)  è &#8220;ILLEGALE&#8221;, oltre che contrario ad ogni principio di sostenibilità ambientale (nonostante si continui fare in molti posti della penisola), a maggior ragione per risolvere uno stato di emergenza come quello raggiunto in regione campania.<br />
La redazione sostiene la lotta dei manifestanti contro l&#8217;installazione delle discariche, contrarie a qualsiasi principio di sostenibilità ambientale.</p>
<p>Aggiungiamo che <strong>manifestare è necessario</strong>, non solo perchè è in pericolo la nostra salute e il nostro ambiente, ma anche e soprattutto la DEMOCRAZIA.<br />
La redazione<br />
NB: Una provocazione per gli addetti ai lavori (ma anche per chi si avvicina per la prima volta a queste tematiche) provate a confrontare il decreto legge 23/05/2008 n.90 con il Testo unico ambientale e con la direttiva europea n. 31 del 1999,  scoprite quante violazioni contiene (lasciate un commento per ogni violazione trovata, le inoltreremo al Commissario per l&#8217;emergenza G. BERTOLASO, sperando di fargli cosa gradita).</p>
<h2></h2>
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		<title>Rifiuti in Campania: un &#8220;ordinaria&#8221; emergenza da segnalare.</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 19:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ing Palmiero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli Rilevanti]]></category>

		<category><![CDATA[Emergenza rifiuti Campania]]></category>

		<category><![CDATA[emergenza-rifiuti-campania-segnalazioni-discariche-abus]]></category>

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		<description><![CDATA[Non affrontare sino ad oggi un emergenza ambientale che è ormai diventata di portata &#8220;internazionale&#8221;, (l&#8217;emergenza rifiuti in regione Campania) è stata una scelta dettata solo dalla consapevolezza che scrivere nel merito ci avrebbe potuto far cadere nella trappola della polemica e della critica, visto il profondo legame che abbiamo con quest&#8217;area del paese. Tuttavia lo scempio che su di esso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ambienteingegnere.it/wp-content/uploads/2008/03/emergenza-rifiuti-camapania_post.jpg" alt="Rifiuti in Campania:un ordinaria emergenza." />Non affrontare sino ad oggi un <strong>emergenza ambientale</strong> che è ormai diventata di portata &#8220;internazionale&#8221;, (l&#8217;<strong>emergenza rifiuti in regione Campania</strong>) è stata una scelta dettata solo dalla consapevolezza che scrivere nel merito ci avrebbe potuto far cadere nella trappola della polemica e della critica, visto il profondo legame che abbiamo con quest&#8217;area del paese. Tuttavia lo scempio che su di esso è stato perpetrato e si continua a perpetrare (C.V.D),  sentiamo richieda l&#8217;intervento di tutti coloro che possano dare un contributo, non solo di giornalisti, ma anche e sopratutto di tecnici del settore e della comunità civile (in questo caso della web community).</p>
<p><a href="http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report^23^64834,00.html" title="Emergenza rifiuti in Campania">Il recente servizio, andato in onda su RAI 3 Domenica 9 Marzo, nella trasmissione &#8220;report&#8221; a cura dell&#8217;ottimo <strong>Bernardo Iovene</strong></a>, ha messo in luce (in chiave giornalistica) una serie di aspetti delicati che vanno oltre l&#8217;emergenza rifiuti in Campania, che non possono lasciarci indifferenti. Non si è trattato solo di evidenziare una situazione di stallo della raccolta dei R.S.U. (<strong>rifiuti solidi urbani</strong>), con tutto ciò che oramai l&#8217;informazione mondiale ha reso pubblico, ma di mettere in luce una serie di rischi per la salute umana ben più pericolosi e ancora nascosti all&#8217;attenzione dei media.</p>
<p><em>Informazioni relative alle vicende politiche (ed oggi anche giudiziarie) che hanno portato la Regione Campania in questo stato di emergenza possono essere reperite (ottimamente) sul link di wikipedia </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emergenza_rifiuti_in_Campania" title="Emergenza Rifiuti in Campania"><em>emergenza rifiuti in Campania</em></a><em>.</em></p>
<p>Parliamo degli innumerovoli siti nei quali sono state stoccate sostanze tossiche o comunque nocive per la salute umana, per le colture, per le acque superficiali e profonde. Il più delle volte la presenza di questi &#8220;rifiuti&#8221; così pericolosi è stata occultata così bene da essere ignorata anche da coloro che vivono nelle immediate vicinanze.</p>
<p>Altre volte la &#8220;scarsa conoscenza&#8221; degli effetti pericolosi di tali sostanze, sulla salute, non mette in allarme le persone a conoscenza di siti di stoccaggio abusivi, che magari vivono nelle immdiate vicinanze. Questi non segnalandone la presenza alle autorità competenti diventano purtoppe inconsapevoli vittime degli effetti nocivi. Altri ancora, i casi di aziende agricole o dedite alla zootecnica che nel timore di vedersi sequestrare i fondi non denunciano situazioni pericolose per la salute umana e dei capi di bestiame. Spesso non consapevoli delle strade giudiziarie percorribili per essere risarciti del danno subito, laddove perseguibile.</p>
<p>Da quì la scelta del nostro web magazine, che si occupa di sviluppo sostenibile, di aprire uno <strong>osservatorio permanente</strong> in tema di <strong>siti contaminati</strong>, nell&#8217;ambito del quale sarà possibile per la web community <strong>segnalare</strong> (anche in forma anononima):</p>
<ul>
<li>la presenza di <strong>discariche abusive</strong>;</li>
<li>l&#8217;attività di abbandono di rifiuti sul suolo;</li>
<li>i siti nei quali i rifuti (R.S.U. o di altra provenienza) non sono rimossi da almeno 1 anno;</li>
<li>analisi delle acque dei pozzi ad uso irriguo a servizio delle colture;</li>
<li>siti con presenza di <strong>rifiuti pericolosi</strong>;</li>
<li>incidenza di malattie tumorali superiore alla media Italiana, per unità territoriali o familiari.</li>
<li>scarichi in corsi d&#8217;acqua superficiali o profondi;</li>
<li>tutto quanto possa essere rilevante per la tutela dell&#8217;ambiente.</li>
</ul>
<p>Al fine di dare voce a coloro che intendono denunciare scempi ambientali usando il nostro magazine, chiediamo che ci sia fornita, laddove esiste, oltre alla documentazione fotografica, tutte le possibili indicazioni necessarie alla pubblicazione di un articolo. Sulla scorta della documentazione fornita sarà possibile valutare la pubblicazione.</p>
<p>Consapevoli del potere divulgativo del web e degli strumenti a disposizione per segnalare tempestivamente alle  autorità competenti come L&#8217;ARPAC, speriamo che il nostro contributo possa arginare ulteriori processi di devastazione dell&#8217;ambiente, frenando, laddove rilevati, grazie all&#8217;ausilio degli organi competenti,  inutili allarmismi.</p>
<p>Il testo delle segnalazioni che si intende rendere pubbliche può essere anticipato anche nella casella dei commenti sottostanti, inviando comunque la documentazione fotografica all&#8217;indirizzo <a href="mailto:ambienteingegnere@gmail.com">ambienteingegnere@gmail.com.</a> Le altre segnalazioni possono essere inviate mediante posta elettronica allo stesso indirizzo e mail.</p>
<p><strong>Segnalazioni</strong>: <a href="mailto:ambienteingegnere@gmail.com">ambienteingegnere@gmail.com</a></p>
<p>Riteniamo che un webmagazine che si occupa di Ingegneria Civile, Ambiente e Sviluppo Sostenibile non si può esimere dall&#8217;offrire un  contributo tecnico e divulgativo per affrontare e risolvere efficacemente uno stato di emergenza come questo.</p>
<p>La redazione di ambienteingegnere </p>
<p><a href="mailto:ambienteingegnere@gmail.com"></a></p>
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		<title>Agenda 21 - La politica per l&#8217;ambiente degli enti locali</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 17:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ing Palmiero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agenda 21]]></category>

		<category><![CDATA[Articoli Rilevanti]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;Agenda 21&#8221; nasce nel 1992 alla conferenza delle nazioni unite su Ambiente e sviluppo. Essa rappresenta un riferimento “globale” per l&#8217;attuazione di politiche per lo sviluppo sostenibile del XXI secolo.
Attualmente in Italia molti enti locali hanno attivato nel proprio territorio di competenza “agenda 21 locale”, dando come segno concreto di tale scelta, l’adesione alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ambienteingegnere.it/wp-content/uploads/2008/02/agenda-21.jpg" alt="agenda 21" /> &#8220;<strong>Agenda 21</strong>&#8221; nasce nel 1992 alla conferenza delle nazioni unite su<strong> Ambiente e sviluppo</strong>. Essa rappresenta un riferimento “globale” per l&#8217;attuazione di politiche per lo sviluppo sostenibile del XXI secolo.</p>
<p>Attualmente in Italia molti enti locali hanno attivato nel proprio territorio di competenza “<a target="_blank" href="http://www.a21italy.it/a21italy/upload/dl/Agenda_21_Locale/guidaA21l_IIEd.pdf" title="Guida europea ad agenda 21 Locale">agenda 21 locale</a>”, dando come segno concreto di tale scelta, l’adesione alla <a target="_blank" href="http://www.comune.modena.it/~a21italy/Aalborg.rtf" title="Carta di Aalborg">carta di Aalborg </a>e la “dichiarazione di sostenibilità”.</p>
<p>Quest’ultima, rappresenta l’atto formale con il quale una amministrazione locale si impegna ad adottare ed attuare una politica di sviluppo sostenibile, economica, sociale e ambientale, da realizzarsi con il consenso e la partecipazione dei cittadini.</p>
<p>La vera rivoluzione di questa scelta politica è proprio la partecipazione dei cittadini non solo singolarmente, ma anche e soprattutto in associazioni di categorie.</p>
<p>La partecipazione si concretizza nell&#8217;attivazione di un <strong>forum</strong> permanente per definire le politiche per lo sviluppo sostenibile a livello locale; esso coinvolge tutti i portatori di interesse leggittimi e rappresentativi della realtà sociale, culturale, ambientale, ed economica del territorio su cui si attua questa politica, in una parola, &#8220;stakeholders&#8221;.</p>
<p>Il forum attiva la <strong>consultazione </strong>della comunità locale; essa ha lo scopo di individuare i bisogni, definire le risorse delle parti ed individuare i potenziali conflitti dei portatori di interesse.</p>
<p>Un passo successivo è l&#8217;audit urbano; rappresena il rilievo dello stato dei luoghi in termini di ambiente e sviluppo sostenbile e consente di rilevare gli &#8220;indicatori ambientali&#8221; che costituiscono un database importante in grado di poter fornire dati preziosi non solo per la redazione <strong>del piano d&#8217;azione</strong>, ma per ogni attività di pianificazione progettazione o gestione da eseguire sul territorio.</p>
<p>Il piano di azione rappresenta il piano progettato dal Forum; esso contiene le azione da attuare al fine di realizzare gli obiettivi definiti all&#8217;inizio del processo.</p>
<p>Infine il reporting che rappresenta una azione di monitoraggio sull&#8217;efficacia e l&#8217;attuazione del piano di azione, non solo in termini di risultati &#8220;misurabili&#8221; con parametri ambientali, ma anche e soprattutto in termini di di condivisione e partecipazione degli <em>stakeholders</em>.</p>
<p>Spesso le pubbliche amministrazioni affrontano il valore &#8220;ambiente&#8221; semplicemente puntando su strategie politiche volte a risolvere qualche problema o a valorizzare qualche aspetto del proprio territorio. Per fare questo si affidano spesso a tecnici ingegneri qualificati e/o ad esponenti del mondo accademico, i quali riescono a tradurre in azioni concrete le strategie politiche, ma ottenendo risultati &#8220;puntuali&#8221;, cioè volti alla soluzione o alla valorizzazione unicamente dell&#8217;aspetto per il quale è stato richiesto il loro contributo. Tali interventi privi della partecipazione dei cittadini, non sortiscono l&#8217;effetto che invece avrebbero potuto avere se fossero maturati in un <a target="_blank" href="http://www.svilupposostenibile.it/P_enna/rsa/rifiuti.html" title="Agenda 21 Enna Raccolta differenziata">discorso di condivisione </a>quale quello di &#8220;agenda 21&#8243; locale, dove il &#8220;cittadino&#8221; non solo partecipa alla fase decisionale, ma anche e soprattutto alla fase attuativa (<a target="_blank" href="http://www.agenda21carrara.it/HTML/archivie/raccolta_differenziata.pdf" title="Caso di studio">es. raccolta differenziata</a>) contribuendo alla realizzazione e al funzionamento della strategia specifica.</p>
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